Freedom
E’ stato quando sono passata dalla cucina al salotto, e ho aspirato con voluttà  il profumo di cumino e spezie che il mio cous cous in cottura spargeva per le stanze, che ho pensato che adoro avere una casa mia. In camera da letto il profumo è di erba tagliata, i vicini hanno passato la falciatrice e quel meraviglioso aroma fresco e secco mi penetra nel naso facendomi sentire in pace con il mondo. L’idea di dormirci dentro, in quell’odore, mi entusiasma, e sorrido.
La mia casa, la mia cena, le lenzuola di bucato che ho deciso io di che colore dovevano essere, i soprammobili che ho autorizzato uno per uno a stare esattamente lì dove sono. I libri, ammonticchiati nel loro meraviglioso disordine, tutti letti, molti amati, alcuni adorati.  Il terrazzino con i gerani dove lasciar sciogliere in bocca un pezzetto di cioccolato di Modica, sentendo sulla pelle la tramontana fresca, guardando le stelle e le luci di Pignola in lontananza, metà giallo scuro (il centro storico) metà bianche (la parte più recente).
La mia casa, e nessuno che rompe i coglioni.
Un deciso senso di rilassamento si fa lentamente strada nelle viscere annodate dagli stress quotidiani, una mano calda ed esperta che massaggia la pancia e distende, calma, rassicura. Sono ancora tutta intera, sono viva, sono io, e sto benissimo. Alla fine, ho vinto io. Questo pensero mi culla mentre scivolo piano verso il sonno. Ho vinto io.
Â
30 luglio 2008 alle 07:37
Questo, è volersi bene…
30 luglio 2008 alle 12:17