Morning rage

STRESS… e siccome per lo più non dormo, macino e rimacino sempre sulle stesse cose e mi accorgo che monta la rabbia. Un gigantesco VAFFANCULO compare come fumetto sulla mia testa ogni volta che qualcuno degli uomini che ho amato e poi mi hanno preferito un’altra, meno problematica probabilmente, mi parla per raccontarmi di quanto sia insoddisfatto della sua donna attuale, cercando comprensione e una spalla sui cui piangere. E chi se ne fotte, penso io – e glielo dico pure. Vi è piaciuta la bicicletta? e mò pedalate. Trovo giustissimo che anche loro vivano male, mi pare un equo prezzo da pagare per la infelicità inflitta a me, anche se superata, anche se sono storie lontane. Poi mi odio, per questi pensieri meschini.

La precarietà mi aggredisce da tutte le parti. Il lavoro è precario, non solo nel senso del contratto, ma anche nel senso della sostanza del mio lavoro, mi piace sempre meno e non so come fare ad uscire da questo stallo. La casa è precaria, ho un contratto dei puffi, scaduto, in teoria posso barricarmi dentro e non voler uscire mai più ma anche essere buttata fuori senza preavviso. I rapporti personali non ne parliamo. Niente e nessuno mi si concede come io vorrei, pienamente, liberamente, ampiamente, devo sempre lottare come un cane arrabbiato per aggiudicarmi una fettina di qualcosa, o di qualcuno, e la sensazione predominante che vivo per lo più è quella del rifiuto.

Ma la rabbia fa male. Gonfia la pancia, che poi diventa un ulteriore elemento di rabbia contro me stessa, per non essere capace di controllarmi, e perdere 5 chili, che adesso forse sono diventati 10. Mi guardo allo specchio e mi odio. Forse dovrei montarmi un sacco da pugilato a casa.

Mah ..

“… e chissenefrega se sei venuto apposta da un paese della Provincia, è vero, ti avevo chiamato io, ma il documento non è pronto, torna domani, dopodomani, torna tutti i giorni, pianta una tenda qua davanti fino a che io non deciderò che è il caso di smuovere il culo dalla sedia e mettere una stracazzo di firma”   [tempo occorrente: secondi netti 2]

Non è stato detto proprio così, ma il senso era quello.

Se questo è un funzionario pubblico, sia chiaro che io non lo sono e non lo sarò mai.

Del perchè non amo più di tanto i bambini

(almeno, finchè non avrò i miei)

L’amorevole frugoletto biondo accompagna la sua mamma in visita a casa mia.
Nemmeno il tempo di togliergli l’amorevole cappottino e lui, silenzioso, deciso ed efficiente come un killer, si avvicina al mio presepe peruviano e stacca con un solo colpo bue e asinello, buttandoli sotto al divano.
Mentre io sbuffo a 4 zampe per recuperarli, già meditando di arrossargli le amorevoli guancine a forza di ceffoni, la mamma con inflessibile severità bisbiglia ridacchiando: “Ma che fai, stupidino! Non si fa!

Evidentemente colpito da tanto rimprovero, il piccolo delinquente, dopo aver disdegnato i cubi di legno che avevo preparato apposta per lui, riesce, nel giro di 10 minuti, a:

– staccare 4 delle 5 foglie di una pianta grassa che ho sul tavolino e farle a pezzi;
– usare i sassi che ho in una ciotola sullo stesso tavolino per fare il tiro a segno contro lo schermo del televisore;
– ingozzarsi di cioccolatini che gli ho fornito sperando che ci si strozzi o in subordine che abbia almeno le mani impegnate per 10 secondi.

Il tutto mentre la mamma fa finta di nulla e conversa pacificamente con me che non la ascolto, impegnata come sono a cercare di prevedere le mire del killer e spostare, alzare, parare sassi, recuperare carte di cioccolatini e oggetti d’arredo scaraventati per ogni dove.
E pensare che avevo insistito io perchè venisse a trovarmi con l’amorevole piccino.

Wired

Da circa un mese un meravigliosissimo spaziale personal computer con tutti i controcazzi campeggia sulla precaria proletaria scrivanietta stile Ikea della mia casetta da single. Da circa tre giorni una cazzutissima connessione Fastweb flat alla velocità della luce con un costo doloroso come un’estrazione dentaria mi ha messo in contatto con il mio mondo on line.

Questo significa che adesso potrò postare le mie minchiate anche a notte fonda, la mattina presto, il sabato e la domenica, esattamente come sto facendo adesso.
Mi pareva il caso di avvertirvi.

P.S. Messaggio per il titese creativo: ho letto il tuo saggio sui put’nzes, sei stato veramente bastardissimo, ma ho riso molto. Bravo, così si fa. Vieni a prenderti lo scappellotto che meriti.

Ruolo chiave

Da quando sono rientrata dalle ferie natalizie, ovvero 4 giorni circa, ho avuto tutto il tempo di sistemare la posta, ricambiare gli auguri di buon anno, fare un backup dei dati del mio pc, intervenire smodatamente in quasi tutti i numerosi forum a cui sono iscritta, aggiornare il blog, giocare a Solitario e a Campo Minato e prendere il caffè con le colleghe.

Il telefono è squillato 4 volte, e due volte era mia mamma. Alla porta hanno bussato in 2.

Non so, a me non pare un bel segno dell’importanza strategica che la mia figura professionale riveste in questo ufficio.

Cepu? Ci ho andato anche io! / 1

Poi dice che siamo noi ad essere troppo critici con la stampa locale.

Stamattina al giornale radio regionale, nei titoli, hanno detto che la Basilicata in materia di ambiente è una regione virtuale. Forse volevano dire virtuosa.
Correggersi nel corpo della notizia l’ho apprezzato, ma non è sufficiente.

E a proposito: pare che gli errori più gettonati, nell’ultimo concorso in magistratura, siano stati “penZiero” e “leGGislativo”. Passi – si fa per dire – per il primo, frutto probabilmente di storpiatura dialettale. Ma il secondo. Tu, esimio candidato, ti sei laureato in giurisprudenza. La parola “legislativo” sarà comparsa sui tuoi testi di studio un qualche milione di volte. Come, come è possibile che dopo la laurea tu scriva “leGGislativo”?

Aggiornamenti 2008

Anche per quest’anno l’abbiamo sfangata. Dribblati i ritardi aerei, la neve, l’ossessione regalizia, per un Natale e un Capodanno tutto sommato gradevoli, anche se faticosi. E a proposito di regali: mai Natale fu più dovizioso di questo, probabilmente per via del moltiplicarsi delle famiglie partecipanti e dell’imposizione annosa e quindi non eliminabile del dogma “tutti fanno regali a tutti”. Mia sorella è stata indecorosamente viziata dalla sottoscritta anche quest’anno. Ma non sperate che me ne vergogni.

Chi non l’ha sfangata è stato il mio sistema immunitario. Duramente provato dagli stress natalizi, già dal 10 dicembre mi ha avvertito, tramite curiose manifestazioni intestinali, che stava per cedere. Io ho ignorato i segnali e, complici le abbuffate natalizie e una freddissima note di Capodanno passata a ballare nella freddissima piazza della mia città, adesso ho la diarrea e anche un raffreddore kolossal con spettacolari manifestazioni esterne, per esempio una bellissima voce in puro stile Ciotti e starnuti che fanno correre le colleghe dalle altre stanze per venire a vedere cosa è successo.
E per rimanere sul Capodanno: a me, il centro storico pieno di gente che passeggiava come se fosse una domenica di primavera, dandomi la possibilità di incontrare ed augurare buon anno a gente che vedo tutti i giorni ma anche che non vedo mai, è piaciuto. Parcheggio tranquillo, tanta gente ma niente ressa, scale mobili aperte, nessuna sensazione di timore,  in una parola la misura d’uomo. I vantaggi della provincia, suppongo. E Daniele Sepe e la sua band cosmopolita. Penso non si possa volere di più, per una notte di Capodanno.

Fatti tutti i conti, a fine Dicembre mi ritrovo con 1.200,00 euro in meno rispetto a fine Novembre. Ergo, se ricevessi la tredicesima, come una lavoratrice normale, sarei in pari, o quasi.

A proposito: si moltiplicano i segnali relativi ad una precisa volonta politica di stabilizzare i precari del Circo nel quale mi onoro di prestare la mia attività lavorativa. Pare che addirittura l’Ufficio Personale sia stato scorporato dalle competenze del Dirigente che lo deteneva (un collega prossimo alla pensione con uno spettacolare riporto dalla tempia destra a quella sinistra) ed affidato ad un Dirigente esterno, pare proveniente dalla Campania, specializzato in stabilizzazioni. Quali competenze comporti questa specializzazione non saprei dire, ma mi accontento della vox populi, e spero sia tutto vero e non la solita fuffa per tenerci buoni, visto che ormai costituiamo circa il 50% dell’organico del Circo di cui sopra.

Vorrei sbagliarmi, ma prevedo una spietata guerra fra poveri, nei prossimi mesi.