Fenomenologia dei buffet

Quando avrò vinto al Superenalotto – perchè io un giorno vincerò, statene certi – oltre alla rosticceria a Libertyville (IL), USA, aprirò un centro di recupero per i dipendenti da buffet. Che curerà innanzitutto la sottoscritta. Io non resisto, davanti ad un buffet. L’idea che il cibo è lì, davanti a me, mille piccole cazzatine che devo solo allungare la mano e prendere, che manco si vedono nel piatto, mi fa completamente perdere il lume della ragione.  E la dieta un filo ne risente, se mi sfondo di palle di riso – fettine di salame – tocchetti di formaggio – pizza piccante – pizza normale – pizza con le cipolle – salatini – torta di verdura – nachos con la salsetta piccante messicana – crostini con il guacamole – che è esattamente quello che ho mangiato venerdì sera ad una cena di compleanno. Uno di tutto, però tutto. E sulle cose che mi sono piaciute di più, ritorno. Sugli arancini di riso con i funghi ho avuto una imbarazzante caduta di stile, ne avrò mangiati 12, una crisi quasi mistica. Erano fatti in casa, piccoli, buonissimi, ma si sono piazzati come malta di cantiere sul fondo dello stomaco e lì sono rimasti, sordi al’intervento di qualunque succo gastrico potenziato con Maalox, per le 36 ore successive.
E lunedì, one kg. more.
Tenetemi lontana da un buffet.
Vade retro, rustici col wurstel, mozzarelline impanate, vol-au-vent ai gamberetti.

Trasloco, anche di ufficio

Eh insomma traslochiamo.
La finiamo di stare in un un fatiscente palazzo in pieno centro, antico, tutto stucchi, per trasferirci in un bellissimo palazzone ipermoderno in aperta campagna dove aveva sede il Consiglio Regionale che si è già trasferito in un altro palazzone ancora più supermoderno costruito venti metri più in là. E vicino ad altri identici palazzoni supermoderni dove hanno sede TUTTI gli altri uffici regionali.

Eh vabbè, ma almeno adesso non avremo più problemi di parcheggio.
Eh vabbè, ma almeno adesso non stiamo più sull’Aventino, lontani da tutti, che ogni volta per partecipare ad una riunione era un viaggio.

Certo.
Ma vuoi mettere andare a fare colazione al Gran Caffè? mi ha detto in gramaglie la responsabile dell’URP. Ovvvio. Una consistente fetta di mie colleghe è già in lacrime per l’abbandono del sempre possibile passeggio in Centro. So cosa pensate. Una dipendente pubblica non dovrebbe avere la possibilità di passeggiare in centro in orario di ufficio. Appunto. Non dovrebbe.

Il matrimonio del secolo / 3

Dialogo fra la cugina che va sposa e mia sorella, dall’altra parte dell’Oceano:

SORELLA: “Ehilà, FishGun!” (questa andrebbe spiegata, ma non ho tempo, diciamo che è lessico familiare tradotto in inglese per ovvie ragioni di attuale residenza della mia congiunta)
CUGINA: “Guarda che è inutile che cerchi di imboscarti. Se tua mamma fa il testimone, a te e tua sorella (che sarei io, N.d.R.) tocca leggere in chiesa.
S: “Leggere?”
C: “Leggere. Hai presente le letture, quelle che si fanno su un podio, al microfono, prima della predica?”
S: “Non potrei fare un’altra cosa? Che so, portare un cero? Reggerti i guanti? Una cosa muta, insomma”

che la dice abbastanza lunga sulle attitudini alla socialità e sul protagonismo di mia sorella.

Settembre arriverà [Il matrimonio del secolo / 2]

E non solo: ad onta delle nostre già scarse finanze, mia cugina ha chiesto a mia mamma di fare da testimone.  Il budget si gonfia a dismisura, dovendo già comprendere il viaggio da e per l’isola, ed i già citati abiti da sera tempestati di pietre preziose.

Così si usa laggiù, ha detto mia cugina. Così come? Tre (e dico tre) testimoni di cui uno della generazione passata? Di cui uno parente in via collaterale (gli altri due sono i fratelli della sposa)? di cui uno professoressa in pensione? signora tracagnotta?

Il matrimonio del secolo / 1

Voci incontrollate parlano della necessità, per gli uomini, di indossare un frac con il farfallino e magari anche la tuba. Quindi le signore devono perlomeno azzardare abiti di sera incrostati di diamanti. Il mio papà, che a quasi settant’anni è ancora un uomo bellissimo, alto e dritto e snello, ci potrebbe anche stare, anzi ci farebbe un figurone. Ma zio Gianni? che ha il fisico di un fiasco, paglia compresa? e il padre dello sposo, che io non ho mai visto ma pare sia di forma sostanzialmente cubica?

Per sicurezza, sto cercando su Internet indirizzi di sartorie teatrali. Potrebbero noleggiarmi l’abito di Claudia Cardinale nel Gattopardo.

Buoni propositi per il 2007

1. rimettersi urgentemente a dieta, a Settembre prossimo ho il matrimonio del secolo e ci voglio arrivare con gli addominali di una ballerina del Cacao Meravigliao. E già che ci sono mi farò qualche lampada e mi farò sbiancare i denti

2. cercare di non essere troppo triste per l’imminente partenza sororale, e cercare di fare finta di non accorgersi troppo della tristezza genitoriale

3. non farsi prendere da troppe ansie sullo stato di salute materno – è un orzaiolo, mà, oppure hai preso un colpo di freddo, non ho mai sentito che un tumore al cervello si sviluppi esternamente alla testa e a partire dall’arcata sopraccigliare

4. non farsi prendere da troppe ansie ma nemmeno da eccessiva pigrizia nei confronti dei debiti dei padri che ricadono sui figli, rischiando di lasciarli senza un tetto sulla testa, più o meno. Insomma telefonare all’avvocato almeno una – due volte al mese per capire nelle mani di chi siamo e quanto presto potrebbero sfrattarci

5. tenere gentilmente ma fermamente alla larga tutti gli uomini che intendano applicare principi di condivisione delle risorse fisiche (le loro) fra la mia persona e quella di altre donne, siano esse legittime fidanzate, amanti occasionali, harem faticosamente costruiti negli anni. Ad essi uomini va tutta la mia ammirazione per l’innata capacità di tenere sempre due piedi in una scarpa (o un piede in due scarpe?), ma nulla di più.
Parimenti cercherò di tenere gentilmente ma fermamente alla larga qualunque uomo che abbia anche il benchè minimo “problema” (personale, economico, familiare, di salute, ivi compresa dipendenza dal lavoro, impotenza ed eiaculatio praecox).  Non cercherò di salvare nessuno, non darò a nessuno una spalla su cui piangere. Mi avete scassato la minchia.

L’alternativa – rimanere felicemente single – mi sembra comunque preferibile.