Paura di volare / 2

Ci deve essere sicuramente un motivo per il quale ho l’impressione che odio viaggiare. 

Ci deve essere qualcosa dietro, o meglio dentro, a questo buco allo stomaco che mi prende quando comincio a fare la valigia, sia pure per un’occasione che dovrebbe essere piacevole, come una vacanza. 

Ci deve essere un perchè per il mio improvviso amore per la routine di tutti i giorni, e un perchè per il pensiero ossessivo che comincia a prendermi che è “l’ultima volta che”
– parcheggio sotto l’ufficio
– pranzo con i miei
– rientro a casa la sera 

perchè c’ho ‘sta caga? 
forse perchè devo prendere un aereo diretto negli Stati Uniti?  

mettendo momentaneamente da parte l’antipatia che alcuni di voi provano nei miei confronti, mi confortereste un pò? (si accettano consgili zen sulla respirazione atta a ridurre stati d’ansia)

no farmaci 

grazie

Piste ciclabili

Scena: pista ciclabile intorno ad un tranquillo laghetto artificiale di montagna, una domenica mattina di sole.

Personaggi ed interpreti: io, e tutti gli altri utenti della suddetta pista ciclabile, fra i quali, non dimentichiamoli, i temibili bambini e gli ancor più temibili genitori dei bambini.

Caso 1: l’incoscientino di cinque anni pedala a tutta velocità sulla sua biciclettina alla quale hanno appena tolto le rotelle. Fa tenerezza, vero? Un piccolo dettaglio: per vedere di quanto ha umiliato la sorellina su uguale biciclettina del cazzo, il frugoletto pedala a tutta velocità ma guardando dietro. E chi guarda dietro mica può vedere che succede davanti, no? Per esempio io che vorrei sopraggiungere tranquilla pedalando diritto e invece devo fare lo slalom tra i frugoletti di questa cippa

Caso 2: il finto professionista strafighissimo con tutina aderente in colori che fanno male agli occhi e bicicletta spaziale fosforescente, che pur procedendo più o meno alla stessa velocità di una moto di media cilindrata (cazzo, sono quasi professionista, io), guarda in basso per controllare se ha ingranato proprio quella marcia speciale che usa Armstrong per affrontare l’Isoard. Ovviamente contromano, cioè tenendo la sinistra.

Caso 3: la pista ciclabile, lo dice la parola stessa, è fatta per i cicli. Per mezzi con le ruote e i pedali. Se avessero voluto farla per i pedoni, l’avrebbero chiamata pista pedonabile. E passi per i joggers, obiettivamente la strada rotabile è pericolosa, già un paio sono morti spiaccicati. Però cazzo, tutta la santa famigliola col carrozzino dell’ultimo arrivato, le zie, i nonni, i frugoli che corrono avanti e indietro, tutto il benedetto parentame che occupa tutta la carreggiata della già ristretta pista ciclabile, e ti guardano pure storto quando tu arrivi urlando ATTENZIONE! PERMESSO! ATTENZIONE!  caso mai gli schiacci il piedino a uno dei satanassi che corrono e questo NO, cazzo!!