Archivio di Ottobre 2004

L’assioma della lavastoviglie

Sabato 9 Ottobre 2004

C’è qualcosa di peggio che dover mettere i piatti sporchi in lavastoviglie, ed è dover togliere i piatti puliti dalla medesima. Anzi, doverli togliere quando hai già in mano i piatti sporchi, apri la lavastoviglie e scopri che i piatti puliti sono ancora lì dalla sera prima.

Aggiornamenti

Sabato 9 Ottobre 2004

Ruota libera

Ieri ho stretto per qualche minuto le mani di un fumatore. E’ incredibile quanto possano essere assorbenti i pori della pelle, mi sarò lavata 27 volte le mani ho ancora quell’odore - che ODIO con tutte le mie forze - attaccato alle dita. Anzi mi sembra di averlo anche addosso. Bleah.

Il programma della giornata prevede un surplus di cenerentolità, mia madre è partita per qualche giorno e ho una casa sulle spalle, come dice mia sorella. La scorsa settimana le ho spedito con IBS due libri, che vanno ad aggiungersi agli altri due che già ha, di cui uno è un orario ferroviario, e questa è tutta la sua libreria. Non riuscirò mai a capire come due sorelle che hanno bevuto lo stesso latte e avuto la stessa mamma e padre e respirato la stessa aria e vissuto nella stessa casa stracolma di libri ovunque possano avere un concetto così diverso del piacere della lettura. Bah.

Il mio ex capo non mi ha più invitato a cena, come previsto, forse perchè non gli ho ancora consegnato quel famoso lavoro, ma in una seduta nel suo confessionale non ha perso occasione per dirmi che “per me era molto meglio così”, e non parlava della cena. La sua quasi nuora, che era presente, a momenti se lo mangiava vivo. Brava ragazza.

Cose da fare oggi:
- telefonare ad A. che è una settimana che aspetta di sapere come va (un post su A. prima o poi mi scappa, è una donna fantastica);
- lavorare un paio d’ore per vedere se riesco ad intravvedere la luce in fondo al tunnel di quel famoso lavoro;
- evitare accuratamente le mie amiche più care;
- bicicletta? massì, va, oggi pomeriggio un’ora di bicicletta ci starebbe tutta;
- programmare serata alcolica e adolescenziale, con A. magari, giacchè devo telefonarle, o con Mery, anche se con lei, hhhmmmmm, finisce ad ansia, già lo so.
- che più? ahh si, andare a prendere trionfalmente mamma alla stazione. Prima della serata alcolica, però. Vabbè.

Chiavi

Martedì 5 Ottobre 2004

Ci sono chiavi che non si riesce in alcun modo a buttare. Mi pareva di averlo fatto, e invece sono ancora lì che mi sformano la borsa. Quattro chiavi, attaccate ad un anello di ferro con ciondoli portafortuna. Aprivano la porta del paradiso, un paradiso laico e terreno, del quale conosco ogni respiro e ogni millimetro.  Visto che non riuscivo a buttarle, quelle chiavi, le ho decorate con anelli di gomma colorata per distinguerle, ce n’erano due in particolare che confondevo sempre. Ora non posso confonderle più, anche se non aprono più niente.

Bella domenica, davvero

Domenica 3 Ottobre 2004

Ci sono giornate che sembrano cominciare come molte altre, e la consueta pigrizia domenicale per la quale resterei a letto fino a ora di pranzo non suona come un avvertimento, mentre invece dovrebbe, perchè c’è qualcuno o qualcosa che già sa come andrà a finire e dovrebbe avere il buon gusto di avvertirci, mandarci un segnale, farci capire che sarà una giornata triste e difficile, checcazzo. Invece niente.

Ieri mio padre aveva un pò di raffreddore. Stanotte siamo passati alla misurazione della febbre (37,2 per l’esattezza, non una cosa propriamente da ricovero), stamattina si aggira come uno zombie in vestaglia e barba lunga per casa e la faccia del moribondo. Si è piantato davanti alla TV e sta seguendo da un tempo che mi pare eterno i Mondiali di ciclismo, a volume da discoteca perchè è un pò duro d’orecchi, come si diceva una volta quando si voleva essere garbati per dire che uno è sordo come una campana. Se sento un’altra volta Auro Bulbarelli parlare della bellezza della zona Torricelle di Verona vado di là e spacco il televisore con l’ascia di Jack Nicholson in Shining.

Mia mamma per solidarietà coniugale non ha dormito, ieri non aveva nulla oggi ha l’influenza anche lei, si sente debole e caracolla con lo stesso stile del marito dalla poltrona al letto. Esco per andare a comprare i giornali, cosa che di solito fa lo zombie major. Esco dal garage, arrivo in fondo al tunnel, apro con il telecomando il cancello ed ecco, una sfolgorante Golf parcheggiata DAVANTI al cancello. Non un pò più avanti, dove c’è un apposito spazio per parcheggiare, non un pò più dietro, dove c’è un intero viale vuoto. No, Proprio davanti. Mi attacco al clacson santiando, ma per circa 10 lunghissimi minuti non succede niente. La Golf è chiusa, ovviamente, hai visto mai che qualcuno se lo volesse rubare, il gioiello. Quando sto pensando ad ardite vendette che hanno per strumento un cacciavite a stella, finalmente spuntano i legittimi proprietari, due truzzi drogati di salascommesse, che dichiarano di non essersi resi conto che lì c’era un passaggio auto. Gli faccio simpaticamente notare che il segnale del passo carrabile è grande quanto una ruota di mulino, e che il tunnel è illuminato a giorno e quindi E’ IMPOSSIBILE non rendersi conto che dentro ci sono dei garages da cui normalmente in un mondo che non sia quello del pianeta Nevor escono delle auto. Non replicano manco, togliendomi la possibilità di sfidarli a duello con un cric.

Il chiosco dei giornali da cui va mio padre da 20 anni è gestito da Tonino, un simpatico giovanotto con la barba sempre allegro. Io non ci vado da un pò, forse un paio di anni. Chiedo i soliti giornali e come in un incubo realizzo che Tonino ha lo sguardo spento, ci mette circa due minuti a sollevare i giornali, me li porge con dita contorte e tremanti, ha difficoltà a contare il resto e porgermelo. Vicino a lui una giornalaia giovane che non avevo mai visto che sorride mesta alla mia faccia che cerca di non essere troppo basita ma di fatto lo è. Devo tornare a casa per parlare con mio padre e sapere che a Tonino è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Tonino ha pressappoco la mia stessa età e non si sa quanto potrà durare. Sublimo la tristezza ed il dispiacere in una incazzatura con lo zombie mayor per non avermelo mai detto.

La zombie minor non ha voglia di cucinare, evvabbè. Mi metto ai fornelli et voilà gateau de paste avec du formage italien (pasta al forno) e concassé de viande avec des pommes de terre (spezzatino e patate). Impeccabili, non c’è che dire. Ma non c’è niente da fare. La tristezza mi serra la gola, ho voglia di piangere, per la domenica sera, per Tonino, per l’influenza debilitante dei miei, per la depressione mia, per il mondo che riesce a partorire due idioti che parcheggiano davanti ad un passo carrabile, chiudono la macchina e se ne vanno a scommettere sulla Scafatese.

Terapia di gruppo / 1

Venerdì 1 Ottobre 2004

Stasera, la mia prima esperienza di terapia di gruppo.

Allora.

La propria sofferenza è certamente una sofferenza. Ma ragazzi la sofferenza altrui è veramente terribile. Sono uscita con lo stomaco annodato, anche perchè il problema della Piccola Fiammiferaia è abbastanza simile al mio. Le lacrime mi uscivano da sole inarrestabili, mentre lei singhiozzava e tremava e non ce la faccio, non ce la faccio, ho paura. Sembrava così piccola e giovane e sottile e io, proprio io, sono stata scelta per fare la parte della mamma. Non ce l’ha fatta ad abbracciarmi, non ce l’ha fatta. Potrebbe farcela la prossima volta, però. deve farcela, perchè devo farcela anch’io.

La separazione non è abbandono, è il messaggio di stasera, cercherò di ricordarmelo.

Meriti nascosti

Venerdì 1 Ottobre 2004

Le differenze si vedono nelle piccole cose.
E gli ospiti sono il paradigma preciso delle trasmissioni a cui partecipano.
A Ballarò, l’esperta di medioriente è una professoressa della Università Bocconi di Milano.
A Portapporta, l’esperta di medioriente è Afef.

Afef.

Con tutto il rispetto, Afef è il figone che con sapiente utilizzo delle qualità fornitele da Allah, occupa oggi un posto di rilievo nel vippaio nazionale, e il cui unico titolo di merito per disquisire di medioriente è che è di origine tunisina. E che è un figone, il che a Portapporta è più che sufficiente. E come disquisiva, ragazzi. Afef.