Segretarie
Da qualche tempo frequento due assistenti di altrettanti specialisti, circostanza che mi dà lo spunto per analisi comparative che mi tengono impegnata mentre aspetto (anche se si ha appuntamento, un pò si aspetta sempre, tanto per far vedere che qui stiamo mica a pettinare le bambole, cara paziente).
Il fisico - l’assistente dello psicoterapeuta è una brunona vestita preferibilmente di arancione con un sacco di capelli gli zigomi sporgenti secca come un chiodo una bocca enorme che ride quasi sempre; l’assistente del dentista è più regolare, piccolina, in camice bianco, una piega professionalmente scoglionata sulla boccuccia, i capelli negligentemente arrotolati e infilzati con una canna di bambù.
L’atteggiamento professionale - l’assistente dello psicoterapeuta sa di avere a che fare con gente con una pletora di patologie che vanno dall’ansia alla schizofrenia pluriomicida. Quindi sta bene attenta a mantenere il livello di conversazione su livelli di assoluta superficialità , sorridendo sempre e offrendo caffè, qualunque cosa le si dica. In caso di silenzio, si sforza di non guardare che sta facendo il paziente, mantenendo l’occhio incollato ad un pc che palesemente non sa usare (scrive con un solo dito, per dire). L’esercizio è molto difficile, perchè fra la sua scrivania e la sedia d’attesa ci sono 25 centimetri. Se uno di noi decidesse di dare fondo alle sue ossessioni e volesse baciarla o sgozzarla, gli basterebbe allungarsi un pò.Â
L’assistente del dentista è invece una tuttofare, segretaria, ferrista, radiologa, scrittrice di ricette, telefonista. Vortica fra il bancone segreteria, la sala radiografie, le due sale interventi, prendendo appuntamenti, aggiornando schede al computer, preparando fiale di anestetico, bicchierini con l’acqua, tovagliolini, tenendo fermi pazienti riottosi, infilando e sfilando con ritmi ossessivi guanti di lattice. Sempre con la stessa espressione “ma chi me l’ha fatto fare di alzarmi dal letto stamattina” stampata sulla faccia.
La richiesta dell’onorario - qui le differenze si assottigliano fino a sparire. Entrambe esalano la cifra con un sospiro, con ciò intendendo “e ringraziate che non vi vogliamo rovinare”, entrambe biascicano qualcosa su una fattura che forse un giorno verrà fatta ma mica vorrai chiederla adesso, così, su due piedi? Entrambe arraffano il contante e lo fanno sparire con la velocità di Silvan, entrambe poi sorridono, come a dire “e adesso te ne vai, sfigata?”
22 Settembre 2004 alle 21:51
Come dire…non si è mai tanto differenti
22 Settembre 2004 alle 22:00
I., ammiro il tuo coraggio.
Promossa ad ufficiale:-)
The Capt.
23 Settembre 2004 alle 15:26
Mi appunto le mostrine sulle spalle e frango i flutti indomita. Grazie, Capt.