Per titoli ed esami

Riunione del Comitato di Valutazione per l’ammissione dei candidati al Master di II livello coordinato dalla nostra azienda tramite la fulgida figlia del Kapo, quella che lavora 4 ore ma viene pagata per 8, grazie allo squallido paravento di un infante cui badare (classico caso di sfruttamento minorile) e alla ben più concreta realtà di essere la figlia del Kapo.

Siccome sono stata inserita nella Commissione senza che alcuno si degnasse di dirmelo, decido di farmi due risate, e metto a frutto la scuola dell’Architetto, secondo la quale a) un eccesso di informazioni confonde e disorienta l’avversario lasciandolo alla fine nell’ignoranza al pari della penuria delle medesime; b) qualunque argomento è buono per cavillare e rompere i coglioni.

All’ordine del giorno c’è la verifica dell’ammissibilità delle domande pervenute. L’Università si è arrogata il diritto di provvedere in autonomia tramite il suo Ufficio Protocollo. Pianto un casino di un’ora circa tirando fuori norme, regolamenti, accordi ministeriali, questioni di principio e questioni di responsabilità istituzionale (?) Quando hanno tutti gli occhi vitrei, tiro fuori come per caso una possibile soluzione formale, che viene accolta come una scialuppa dai passeggeri del Titanic. Mi guardo le unghie con espressione candida mentre si passa al

Secondo punto all’ordine del giorno: definizione dei criteri di valutazione di titoli ed esami degli ammessi. Interloquisco spocchiosa su ogni singolo concetto espresso, stronco, demolisco, insinuo dubbi normativi che lasciano nel panico i Commissari, poi offro magnanima possibili scappatoie. Mi sto sulle palle da sola, però mi sto divertendo troppo. Verso la fine, quando si tratta di assegnare un punteggio alla conoscenza certificata di una lingua straniera, un Commissario propone di dare un certo punteggio alla conoscenza di inglese e spagnolo, e un punteggio inferiore alla conoscenza di “altre lingue”. Faccio una mozione d’ordine chiedendo che vengano specificate nel verbale quali sono le “altre lingue” da premiare, facendo presente che è stata presentata domanda da parte di una candidata che conosce lo swahili (è vero!). Di fronte alla prospettiva di dover elencare per iscritto tutte le lingue del pianeta, per decisione unanime vengo buttata fuori dalla stanza

Poco prima di andarcene, chiedo sottovoce in separata sede al rappresentante dell’Università se può fornirmi copia dei test di ammissione con le relative risposte, perchè ho intenzione di fare proposte viziose ed oscene ai candidati maschi appetibili. Ho il dubbio che non abbia capito che scherzavo.

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