Impaziente
Ho maturato la convinzione che l’attesa di un evento piacevole ragionevolmente certo è di gran lunga preferibile al verificarsi dell’evento stesso. Che scoperta del cazzo, lo sapeva già pure Leopardi. Ma leggerlo in una poesia è un conto, provarlo sulla propria pelle per poi poter dare ragione a Leopardi è tutt’altra sensazione.
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Diverso il caso se l’attesa riguarda un evento non certo, quella è straziante, e io, che sono per natura iper impaziente e iper impulsiva, sono fisicamente incapace di aspettare se non so esattamente QUANTO dovrò farlo. Fra i numerosi coccodrilli scritti per la morte di Giovanni Agnelli, ne ricordo uno che sottolineava la sua quasi patologica impazienza: andava a sciare, ma non più di un’ora, andava in vacanza, non più di due giorni, insomma era uno con lo stufamento rapido, quasi ossessivo. Con malcelato orgoglio mi sono riconosciuta nel ritratto
 Infatti sono famosa per portare solo con grande fatica a compimento impegni per i quali mi ero entusiasmata dapprincipio, pessimo difetto dal quale cerco di emendarmi con l’età .
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Adesso aspetto una partenza, per me piuttosto dolorosa; la persona che parte tornerà a Natale, e già pregusto questi mesi di attesa, molto più leggeri e piacevoli dell’arrivo, e dell’attesa della ripartenza.
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Ho fatto un casino, sono gli antibiotici, credo ….